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Classi energetiche: leggere l’etichetta UE nel 2026

Le vecchie classi A+++ non esistono più: dal 2021 l’Europa usa di nuovo una scala da A a G, più severa e più leggibile, e chi la sa leggere evita due equivoci da negozio.

Redazione Passi di Sorrento ·

Etichetta energetica europea appesa sullo sportello di una lavatrice bianca in un negozio di elettrodomestici illuminato

Una scala tornata semplice

Le prime etichette europee, uscite nel 1994 per i frigoriferi, usavano le lettere dalla A alla G; nel 2003, poiché molti apparecchi avevano superato la A, arrivarono le classi A+, A++ e A+++. Da dicembre 2019 una serie di regolamenti delegati ha riportato tutte le scale principali, obbligatorie dal 2021, alla sola gamma da A a G: un prodotto che prima risultava A+++ oggi si colloca tipicamente in classe D o E, e i frigoriferi che erano A+++ finiscono in C. Non è un peggioramento degli apparecchi, ma una riga tracciata di nuovo più in alto nelle pretese: al debutto della nuova etichetta la classe A, e spesso anche la B, restano volutamente vuote per lasciare spazio ai progressi futuri.

La storia della scala spiega anche perché conviene diffidare dei confronti frettolosi: già dal 2010 l’aspetto delle etichette era cambiato, con la cornice azzurra e l’addio all’associazione fissa fra lettera e colore, e alcune scale erano state accorciate in alto o in basso per ridurre la confusione. Con il tempo, però, gran parte degli apparecchi si era concentrata nelle due o tre classi migliori, e l’etichetta perdeva valore come indicatore. Il Parlamento europeo si era già pronunciato per un ripristino della gamma semplice: la riforma del 2021 è l’esito di quel percorso.

Che cosa dice davvero la lettera?

La classe non misura il consumo: misura l’efficienza, cioè il rapporto fra il risultato ottenuto e l’energia impiegata, secondo prove standardizzate e riproducibili. Un apparecchio grande e molto efficiente può quindi consumare più elettricità di uno piccolo e mediocre: due lavatrici con lo stesso consumo assoluto ma con capienze diverse possono differire di due classi. Per questo l’etichetta nuova mette il consumo, in kilowattora, in posizione centrale e più visibile: per le lavatrici si esprime ogni cento cicli, per i frigoriferi su base annua, per le lampade e i televisori ogni mille ore. Il documento di riferimento è il regolamento europeo che istituisce il quadro, consultabile nella versione ufficiale su EUR-Lex.

Esiste anche un’illusione documentata: si chiama fallacia dell’efficienza energetica, ed è la tendenza a sopravvalutare la lettera rispetto ai kilowattora scritti accanto. L’etichetta del 2021 risponde mettendo il consumo al centro della grafica e rendendo più severo il confronto fra apparecchi grandi e piccoli a parità di classe. Un’ultima curiosità utile alla lettura: la vigilanza sulla veridicità dei dati spetta ai singoli Stati membri, non a un ufficio europeo unico, e i controlli restano sporadici; anche per questo la verifica personale nel registro pubblico vale il minuto che richiede.

Il prima e il dopo della riforma 2021 della scala
ApparecchioVecchia classe tipicaNuova collocazione
FrigoriferoA+++C
LavastoviglieA+++D
TelevisoreA+++B o C

La tabella aiuta a non spaventarsi davanti a un elettrodomestico in classe C che ieri sarebbe stato il massimo dell’efficienza: il confronto corretto corre sempre fra apparecchi della stessa generazione di etichetta.

Dove si verifica un’etichetta?

Ogni etichetta reca un codice a matrice che rimanda al registro europeo dei prodotti, raggiungibile all’indirizzo eprel.ec.europa.eu: la pagina ripropone l’etichetta tal quale e la scheda del prodotto, cosicché il dato visto in negozio si possa confrontare con quello dichiarato. Il numero di registrazione non compare scritto in chiaro da nessuna parte: l’accesso passa dalla lettura del codice sull’etichetta stessa. Chi cambia televisione può intanto rileggere la guida su diagonale e consumi della TV; chi vuole ridurre anche i consumi invisibili prosegue con i watt dello standby.

Il registro torna utile anche lontano dal negozio: chi sospetta che l'etichetta esposta non corrisponda all'apparecchio ricevuto confronta i dati della scheda con quelli dichiarati, e ha in mano un documento ufficiale invece di una fotografia. La verifica chiede il codice, e il codice vive sull'etichetta: per questo conviene fotografarla intera il giorno dell'acquisto, insieme allo scontrino.

La check-list della lettura

  • Cercare la scala a sette segmenti e la lettera evidenziata
  • Leggere il consumo in kilowattora accanto alla classe, non solo la lettera
  • Confrontare solo apparecchi simili per capienza e funzioni
  • Fotografare il codice a matrice per la verifica nel registro europeo
  • Ricordare che microonde e aspirapolvere oggi non portano l’etichetta

Attenzioni comuni

  • Classe alta non significa consumo basso in valore assoluto
  • Le etichette ante 2021 e quelle attuali non si confrontano direttamente
  • Il rilievo dato alla lettera non deve far dimenticare i kilowattora

In sintesi

La lettera ordina gli apparecchi per efficienza, i kilowattora dicono quanto pesano in bolletta, il codice a matrice permette di verificare entrambi: la nuova scala A-G è severa apposta, e una classe C di oggi non è la C di dieci anni fa.

Il gesto pratico: alla prossima spesa si fotografa l’etichetta intera, classe e kilowattora insieme, e si decide con il numero giusto davanti agli occhi.

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