TV e panorama
Frequenza TV: 60, 100 o 120 Hz?
Un numero fra i più citati nelle schede dei televisori è anche il più frainteso: gli hertz dicono quanto spesso il quadro si ridisegna, non quanto è bella l’immagine.
Che cosa si aggiorna, esattamente
La frequenza di aggiornamento è il numero di volte al secondo in cui lo schermo ridisegna l’immagine: sessanta volte con i 60 hertz, centoventi con i 120. Il contenuto, però, arriva con una propria cadenza: il cinema tradizionale viaggia a ventiquattro fotogrammi al secondo, e le specifiche HDMI contemplano il 4K a 24, 25 e 30 hertz già dalla versione 1.4. Un pannello veloce che riceve materiale lento non moltiplica i fotogrammi originali: li ripete, oppure li interpola, e i due risultati si vedono in modo diverso.
La ripetizione semplice mostra di nuovo lo stesso quadro più volte; l’interpolazione, invece, costruisce quadri intermedi stimando il movimento. Alcuni spettatori apprezzano la scioltezza risultante, altri la scambiano per un effetto di realismo che toglie respiro al cinema: per questo quasi tutti i menu consentono di spegnerla, e la scelta diventa un’abitudine personale dopo una prova onesta.
Perché il cinema resta a ventiquattro fotogrammi?
La cadenza del cinema è un’eredità artistica prima che tecnica: il ventiquattro fotogrammi al secondo è il ritmo con cui le pellicole sono state girate, montate e proiettate per quasi un secolo, e i contenuti che arrivano in salotto lo conservano. Le specifiche di collegamento lo sanno bene: la versione 1.4 dell’HDMI contempla già il 4K a 24, 25 e 30 hertz, senza bisogno della banda delle versioni successive. Un televisore che ridisegna il quadro centoventi volte al secondo riceve comunque ventiquattro fotogrammi originali, e decide come distribuirli: qui nasce tutta la discussione sulla fluidità, che è appunto una questione di ripetizione e interpolazione.
Quando i 120 si vedono davvero?
La differenza si nota quando la sorgente è davvero rapida: i videogiochi più esigenti e alcuni contenuti sportivi trasmessi ad alta cadenza beneficiano di un quadro che si ridisegna più spesso, con meno esitazioni nei movimenti. Per il cinema in salotto, invece, la cadenza resta quella delle riprese, e una frequenza alta del pannello serve semmai a rendere più fluida la ripetizione dei fotogrammi, non a inventarne di nuovi. Chi acquista per giocare controlla quindi due numeri insieme: la frequenza del pannello e la versione delle porte, perché il 4K a cento o centoventi fotogrammi richiede la banda della specifica 2.1, come spiegato nel confronto fra HDMI 2.0 e 2.1.
| Formato | Cadenza | Versione necessaria |
|---|---|---|
| 4K, 3840 per 2160 pixel | 24, 25 o 30 hertz | HDMI 1.4 |
| 4K, 3840 per 2160 pixel | 48 o 60 hertz | HDMI 2.0 |
| 4K, 3840 per 2160 pixel | 100 o 120 hertz | HDMI 2.1 |
| 8K, 7680 per 4320 pixel | 50, 60, 100 o 120 hertz | HDMI 2.1 |
La tabella traduce in righe ciò che la banda passante permette: letta da destra verso sinistra, dice anche che cosa una console potrà davvero mandare al proprio televisore, sempre che il cavo sia della categoria giusta, temi approfonditi nella guida su quale cavo HDMI scegliere.
Il numero giusto per chi guarda, non per chi vende
Nella pratica quotidiana di chi guarda film e trasmissioni, un pannello a sessanta hertz ben tarato difende benissimo la scena, e i soldi risparmiati sulla frequenza si possono spendere su una diagonale più adatta alla stanza, come suggerito dalla guida su diagonale e distanza. La cadenza alta ha senso per chi giochicchia sul serio o guarda molto sport ad alta frame rate, e in quel caso conviene verificarla di persona con la propria sorgente, non con il filmato di prova del negozio. La qualità del movimento, infine, dipende anche dall’elaborazione del costruttore, che non si legge in nessun numero della scheda.
- Chiedersi prima che cosa si guarda: cinema, sport o videogiochi
- Abbinare sempre la frequenza del pannello alla versione delle porte HDMI
- Provare in negozio la stessa scena di movimento su due frequenze
- Non confondere la cadenza del contenuto con quella del pannello
- Ricordare che l’interpolazione dei fotogrammi è una scelta, disattivabile
Attenzioni comuni
- Il cinema resta a ventiquattro fotogrammi: il pannello non li moltiplica
- Alcune sigle commerciali indicano frequenze effettive e altre elaborate
- Un cavo non certificato può ridimensionare i sogni della porta 2.1
In sintesi
Sessanta hertz bastano al cinema e alla televisione ordinaria; centoventi servono a chi li alimenta davvero, con console e contenuti ad alta cadenza, e chiedono in cambio porte e cavi della specifica giusta. I valori della tabella provengono dalla voce HDMI con le bande per versione.
Il gesto finale: si porta in negozio la propria console, o si chiede una prova con una sorgente reale, e la scelta della frequenza diventa un confronto visto con i propri occhi.
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